Marmolada 11 Aprile 2009
La missione si prospetta impegnativa, o almeno io me la sento.
Si arriva su e a parte la lastra di ghiaccio nel parcheggio ( e il lapsus che mi spinge a tornare giù per controllare se la macchina è chiusa ) va tutto bene.
In compenso incontro il gruppo storico dei Fassani.
Dopo i soliti saluti e un pò di cazzeggio si parte, e pronti via si vede rotolare giù il casco del Vez: non benissimo il fissaggio.
Si parte con la salita verso Forcella Marmolada, e come al solito mi tirano il collo.
Lungo la salita incrociamo una coppia di lingua tedesca sulla sessantina, che sul rampino finale che facciamo picca e ramponi si esibirà in in numero da circo: La donna ( NDR: non proprio attrezzata la coppia ) in salita ci va in difficoltà e incomincia a inveire al marito.
A un certo punto ci troviamo sul pulpito ( non propriamente una piazza d'armi, tuttaltro ) con la donna ormai sull'orlo di una crisi di nervi: per fortuna sono poi scesi dall'altra parte rispetto a noi.
Non che io si arrivato così tranquillo: d'altronde era la prima volta con picca e ramponi.
E quando Giovanni si era piantato nelle neve e non riusciva a salire non ho ben capito come ho fatto a superare quel punto: mi sembrava di nuotare nella neve.
In compenso la discesa faccia alla montagna è stata molto peggio: non benissimo, a forza di piantare la mano libera nella neve mi sono insaccato un mignolo.
E quando mi dicevano di sporgermi per guardare meglio ( sopratutto i primi metri che erano piuttosto a piombo ) tra me e me mi dicevo: ma chi ..zo me lo ha fatto fare.
E Giovanni si lamentava che gli arrivavano dei pezzi di neve in testa... non doveva preoccuparsi di quello e basta.
Alla fine siamo arrivati a riprendere gli sci e malgrado fossi ancora piuttosto teso mi sono pure goduto la discesa ( e non ci avrei scommesso ).
Quindi ho convinto i miei compari a passare dal canyon ( sempre spettacolare ) ma Giovanni era piuttosto dubbioso sul rientro, finche non abbiamo visto una serie di missili passare a velocità fotonica.
Quindi siamo passati sul solito bel traverso ( eufemismo ) con Giovanni che non ha apprezzato ( come mai? ) con altri missini che ci fiondavano intorno.
Alla fine siamo arrivati e ci siamo gustati il meritato pasto ( e la birretta ) malgrado il livello di radioattività delle facce veramente di livello..
Dulcis in fundo l'ultimo episodo: al Vez cade la borsa degli scarponi che si infila in un crepaccio che si era creato nella neve a ridosso del cemento del parcheggio: se ti va bene la recuprei quest'estate e verso la fine della stagione.