Cortina - 21/22 Marzo 2009

Si parte per la due giorni.. e stavolta come passeggero: risparmiare le forze... per sopravvivere.
Certo che il nuovo passante di Mestre è comodo, se non si sbaglia la strada ( e per un quasi locale non è bene ) : tanto i tavolari sono più in ritardo di noi quindi... manco la colazione ci siamo persi!
Si va su per la mitica Freccia del cielo, due piste di riscaldamento e quindi si parte a scarpinare, e non è proprio banale in alcuni passaggi, tutt'altro.. questa volta avere i ramponi non era male.
Peccato che il primo canale ci viene negato ( e forse è bene, visto che era bello marmato ) ma la goccia di bava è rimasta.
Si prosegue ma visto come è la sitazione qualche dubbio rimane, poi si trova la retta via ( non c'era poi dubbio ) ma anche noi troviamo un marmo discreto, infatti Laura si blocca ( ed è strano ) fino a che uno di un gruppo successivo le da una mano.
Poi si arriva in un bosco con alcuni passaggi veramente fetenti ( con tanto di incolonnamento ) tra cui un salto di roccia da evitare con cura, insomma il solito ravanamento Grasparossa: Giovanni si sarebbe trovato benissimo...
Quindi ci si porta in taxi verso il Faloria, e dopo aver assistito al volo di Francesco nel rientro a piedi, e dopo una crestina ( sempre fastidiose ) ci piazziamo in Val Orita, e li sì Giovanni si sarebbe trovato, con quel bel firnone, e alla fine anche il solito bosco si lascia attraversare con un po di slalom tra i buchi intorno alle piante.
Alla sera riunione delle guide e circola una voce: Creste Bianche...
E infatti la nostra guida, dopo una colazione veramente deprimente... ci ha fatto un piccolo corso propedeutico di derapata... poi si organizza per farci salire fino all'ultimo troncone.
E mentre noi proseguiamo, gelando sull'impianto causa vento durante un paio di soste la sotto i nostri compari se la fanno a piedi verso un'altro canale: non benissimo.
Una volta arrivati ci mettiamo in fila per superare un tratto da scalare: non benissimo l'attesa su questa passarella ben esposta sullo Staunies Nord ( si protetta da una rinchiera però un pelo esposta per i miei gusti ) intanto che la guida attrezzava il tutto.
Insomma o avuto, mentre aspettavo il mio turno, di rimirare il panorama e chiedermi ce c..zo ci facevo lì,quelle due o trecento volte!
Dopo essermi abbarbicato in modo penoso, facendo ogni tentativo di incollarmi alla neve, alla fine ci hanno calato assicurati per il primo tratto poi sono sceso, ma causa qualche problema tecnico non mi sono goduto la discesa ( eufemismo ): causa tracce di fango nel posto sbagliato dell'attacco tendevo a perdere gli sci: una cosa da niente..
Una volta risolto grazie al mitico coltellino svizzero ( e alla prode guida ), la discesa è continuata, anche se la neve non era il massimo, e a parte una craniata decisa in una caduta, siamo poi arrivati... e ho offerto da bere a tutti, salvatori e passanti.!! Perfortuna che poi si ripete la Val Orita, e quindi si riparte subito di slancio.. poi a parte le frecciatin del caso al solito terzo tempo, rimane solo il pessimismo e fastidio della coda di rientro.