Val Venegia - 28 Dicembre 2008

Ci siamo buttati sulla strada del passo Manghen per andare in zona lago delle Stellune, la strada è segnalata chiusa ma è ottima e io, convinto che il segnale indichi che è chiusa a Ponte delle Stue, dove dovevamo arrivare a lasciare la macchina, ho proseguito imperterrito.
A un certo punto la strada si imbianca ma è ancora percorribilissima quindi non ci preoccupiamo, invece una volta arrivati vediamo la Forestale in calore che multa le macchine ( tutti local ) lasciate li da altri malati come noi, quindi optiamo per una ritirata strategica dopo che una timida domanda ha provocato occhiate che urlavano che era scattata la tolleranza zero.
E al ritorno ci preoccupiamo di avvisare altri che stavano salendo prima che l'ira funesta li colpisse: poveri bergamaschi, che pacco!
Allora ripieghiamo verso il passo Valles ma all'altezza di Bellamonte la colonna ci mette per un attimo in ansia, ma era solo un'Audi A4 in panne ( pessimismo e fastidio ). Finalmente si arriva alla partenza, con un vento che taglia mentre continua a nevicare malgrado gli sprazzi di sole.
Si parte ma causa cattiva memoria la mia guida spirituale prende il sentiero estivo, che dopo poco ci fa capire ( un rio che porta il primo blocco che ci fa infognare su un bell'albero caduto in posizione veramente tattica ) con fare deciso che non è cosa.
Mentre rientriamo incontriamo la Monica con tutta la famiglia che ci davano di ciaspole e trovo il tempo di fare due chiacchere ( ogni attimo di riposo è sempre tattico ) poi riprendiamo la retta via, solo che poco prima di Malga Venegiota una coscia inizia a lanciare dei segnali di allarme, e visto il rischio di farmi del male e visto anche che il tempo uggioso che offusca lo spettacolo decido che non ne vale la pena e dopo qualche minuto di pausa si prende la via del rientro.
Purtroppo non si può neanche parlare di sciata visto che è quasi percorso da fondo, e ogni tentativo di trovare qualcosa da parte di Giovanni porta solo crosta ventata.
Una volta in macchina mi prende lo sghiribizzo di vedere se quelli dello Sci Club Guastalla erano andati con il solito pullman a Bellamonte: qui troviamo una macchine parcheggiate ovunque ( Giovanni non poteva crederci ) ma con le dovute invocazioni ho trovato un parcheggio veramente tatticissimo:Ormai non mi stupisco più di nulla, il Catty ormai mi ha passato il fluido tanto che, la sera prima, quando sono andato da Makalu a Rovereto seguendo le indicazioni di GoogleMap, che mi hanno portato in VIA Damiano Chiesa invece che in PIAZZA Damiano Chiesa non ci ho mollato e mi sono ributtato a usta più o meno verso il centro e mi sono ritrovato dopo 15 minuti in una piazzetta a 50 metri dal negozio, con tanto di parcheggio dal quale è uscito qualcuno dopo 5 secondi che ero arrivato, giusto in tempo per lasciarmi il posto.
PS: pare che le mappe di parecchi navigatori siano cannate, il proprietario mi dice che capita spesso ai clienti che gli arrivano da fuori.
Non trovando nessuno dello Sci Club allora ci siamo abbandonati alla contemplazione dello spettacolo della mandria nazional-popolare: paura e delirio!
Poi nel rifugio abbiamo gustato qualcosa per tirarci su ma lo sguardo continuava a cadere su forcella Ceremana, che ci spingeva a esplicitare i nostri vogliosi propositi tra lo sguardo allucinato di alcuni tipici sciatori da rifugio...