Val Di Fassa 8/10 Dicembre 2005

Partenza il pomeriggio tentando una fuga precoce: alle 16:30 a Carpi, ma non è troppo presto, anzi, il traffico è discreto.
Avevamo un rendez vous con un' amico del Cavaz, ma visto il casino è stato raccolto da altri amici del Cavaz.
Arrivati alle 8, pronti via alle Giare, e troviamo posto immediatamente per 12 persone: da segnare!
Qui ci raggiunge Ross, in valle per un corso da maestro di sci: il President ha colpito ancora!
Alla mattina gruppo carico e gruppo tranquillo: i primi hanno preso la prima funivia di Campitello, i secondi colazione in pasticceria: uno spreco di tempo con una giornata così spettacolare.
Con un sole splendido ci si fionda in tre verso Val Gardena con un'altro appuntamento.
Arrivati ci spariamo in sequenza Ciampinoi, Saslong A, Saslong B, Ciampinoi, Dantercepies (non in ottime condizioni), Dantercepies.
5 sorprese sulla Saslong A: 5 cunette verso il Ciaslat. La prima assorbita con le ginocchia in bocca, la seconda pure, la terza meno, la quarta salto secco e netto e atterraggio appena prima della quinta! Sono vivo? Sono vivo!
E sulla seconda Saslong un compare trova una lastra e si fa 50 metri di muro sul sedere, per non parlare delle botte: non bene!
Invece alla fine della seconda Dantercepies uno spettacolo notevole: su due gobbe lasciate dai cannoni un bionda si è esibita in uno show esilarante: prima racchetta per arrivare a una cunetta, poi prova a scavalcarla a scaletta ritrovandosi in posizione a pelle di leone, per poi togliersi gli sci fra contorsioni buffissime.
Ancora mi sto chiedendo cosa diavolo volesse fare.. Bah!
Ci dirigiamo a Colfosco, giusto in tempo per una Forcelles prima di pranzo! Cibo... Cibo...
A quel punto rientro tranquillo, se non fosse per un sasso trovato sulla pista inutile della Val Setus malgrado il taglio fuoripista: il maledetto mi ha lasciato una bella traccia sulla soletta 8-((( Al rientro sul Col Rodella ci troviamo col Pera e col Nik, e in condizioni ormai di visibilità ridotta giù verso il Lupo Bianco a palla di schioppo quindi rientro.
Alla sera cena prenotata dal Garber (a parte che nessuno punta la sveglia durante la gabbana e arriviamo in ritardo marcio) e anche se non amo troppo il ocale devo dire che abbiamo ben mangiato e ben bevuto (sopraturro bevuto) ma anche ben pagato!
Il giorno dopo io e Cavaz abbiamo provato a ringalluzzire i ragazzi per una partenza sprint, ma non ci siamo riusciti del tutto.
Malgrado ci fossimo organizzati splendidamente sono riusciti a farci perdere le prima funivia, e per fare colazione là in alto ci hanno messo un' eternità.
Poi pronti e via ci siamo divisi in tre tronconi, fattore negativissimo: malgrado tutto siamo riusciti a farci una Saslong, una Ciampinoi e una Gran Risa Rossa, ma il Nik che freno! sempre fermo.. sempre fermo.. perennemente in ormone!
Poi alla fine ci siamo raggruppati,ma il Nik una tragedia, una tragedia!
Il giorno dopo partenza soft, molto soft.. pure troppo.
Qui non si riesce ad ingranare, anzi ogni volta che si incomincia a sciare c'e n'è una nuova...
A un certo punto dopo una Saslong veramente triste non riesco proprio a trattenermi, vado in sclero e ci mollo!
Saluto tutti e abbandono!
Faccio per rientrare, e come mi capita sempre più spesso (qualcosa vorrà dire) quando sono sulla seggiovia della Città dei Sassi la vista di tracce solitarie fa scattare qualcosa in me: invece di rientrare verso casina faccio la pista che porta al Piz Seteur.
Qui mi fermo a un punto panoramico tra le folate di vento. A questo punto appaiono due scialpinisti, che secondo me stavano facendo dei rilievi sulla neve.
Attirato dal panorama incomincio a vagare fuori dalla pista, fino a che mi ritrovo sempre più attirato dal bosco.
Qui incomincio a passeggiare seguendo delle tracce di snowboard in un boschetto in 30 cm di neve fresca, e mi sembra di tornare in paradiso.
Da qui provo ad andare a mangiare al Comici, ma la folla mi respinge: faccio appena in tempo ad abbrancare un panino quando vedo una traccia che si infila tra le rocce e un bosco e mi ci ficco a capofitto.
Peccato che lui aveva le pelli, io no e vi garantisco che camminare in un 40 cm di neve non benissimo, ma che bello trovarmi in'un angolo di pace e solitudine a due passi dalla calca.
Rientrando dalla Città dei Sassi senza la solita furia mi fermo ad ammirare il panorama, poi (dopo un lauto pasto!) mi avventuro sulla cresta sopra l'impianto delle Cinque Dita, dove incrocio un tizio in ciaspole, poi mi dirigo verso quello skilift (Gabia) che arriva sulla pista che viene dalla funivia, dove c'e un rifugio.. giusto per marcare il territorio.
Poi mi dirigo verso il Lupo Bianco quando vedo sulla sinistra un sentiero che porta a un rifugio isolato sotto l'ovovia, e poi mi butto nel fuoripista lì sotto, assolutamente selvaggio!
La domenica ci guardiamo in faccia,e tra gli accacci da prima uscita e la certezza di incubi sulla strada, si decide di partite la mattina per tonare a casa, e già a Cavalese ci troviamo di fronte a un colpo di classe: in vista del marasma hanno organizzato una serie di percorsi alternativi e tutto il traffico verso la val Padana viene smistato verso la Valsugana e la Val di Cembra percui fino a Trento tutto bene, poi ci dirigiamo verso Riva del Garda per una sosta in pizzeria evitando l'autostrada grazie alle indicazioni di Ennio, che era schizzato avanti a manetta per accorciare i tempi.
Alla resa dei conti mai avuto un rientro così tranquillo in un ponte dell'Immacolata, alla faccia dei mercatini!