Soraga - 26 Dicembre 2002/1 Gennaio 2003
Il primo giorno riposo del guerriero, perché i postumi hanno lasciato il segno:
comunque il pomeriggio una fuga sull' Aloch: gambe molli ragazzi.
Anche il
giorno dopo , alla prima uscita seria dopo l'influenza, non bene, non benissimo:
mi sono giocato la presciistica, alla sera coma totale, addirittura mi sono
ridotto all'uso di Eucaliptolo per via nasale per cercare sollievo al
raffreddore.
Il giorno dopo invece un' impresa: Si parte per il San Pellegrino sotto una
neve che dio la manda. Tre piste con una visibilità pressoché zero sulla neve
fresca (secondo me ne sono venuti almeno tre cm) e lancio il sasso: propongo
di andare a fare un Col Margherita, il problema é che accettano, e pure la nera
andiamo a fare: quando imparerò a stare zitto.
Tanto per dare un' idea, alla partenza della funivia incontriamo la
Consigliera (Monica) dello Sci Club, e ci ha chiesto com'era. Noi gli abbiamo
risposto dicendo che era come sotto, solo un po' peggio: hanno salutato e si
sono defilati, furbi loro.
Noi invece abbiamo fatto una sosta e ce ne siamo fatta un'altra: non bene.
A quel punto sosta in rifugio e poi verso casa. Solo che ho fatto l'errore di
chiamare Rossano e scopro che sono a Canazei: gli altri si sono fermati a casa,
io ho tirato dritto per il Belvedere. Cavaz e c. si lamentavano come
aquile,invece per me, abituato alle condizioni del San Pellegrino, pareva un
paradiso...
Il giorno dopo si fa un giro in compagnia, quando alla fine della giornata
incontriamo Cavaz, Pera e la Cri: a quel punto io e Gigi abbiamo continuato
praticamente fino a notte fonda: boia chi molla.
Il 30 si punta verso la Gran Risa, ma a Corvara iniziano i problemi: alla
seggiovia del Col Alt 45 minuti in fila, e alla fine la seggiovia che porta
verso la Gran Risa chiusa: Sergio e Gigi si lanciano su una pista a scaletta, io
e gli altri ci fermiamo al rifugio:non ci pagano a cottimo.
Il 31 visibilità pessima: si va verso Arabba, ma una fatica... a un certo
punto ci mollo, e vedendo Masa in crisi cerco di convincerlo a tornare con me,
ma non accetta (più tardi mi ha confessato di essersi pentito dell'errore).
Il massimo e' stato quando, al rifugio Fredarola per un fiero pasto, ho visto
queste due coppie di Parma con un bambino di 18 mesi, che ordinano 4 pizze e una polenta e capriolo,
a loro le pizze e la polenta e capriolo per il bambino! la reazione del cameriere
é stata uno spettacolo notevole: ha detto qualcosa del tipo "questo bambino non
può sbagliare".
Alla fine é stato meglio dedicarsi alla cucina, anche se ho visto a malapena
la mezzanotte causa abbiocco postprandiale di proporzioni giganti.
Il giorno dopo rinuncio a propositi aggressivi: solo riposo prima del
rientro: sto proprio invecchiando!.