Soraga - 22/28 Dicembre 2001
Visto che salutare gli amici prima di Natale e' cosa buona giusta, si parte a
tarda ora.
Alla mattina mi trovano stravaccato sul letto (pare che non mi sia nemmeno tolto
gli abiti di dosso prima di crollare).
Poi, con tutta calma (Rossano, non ti riconosco più), ci siamo avviati verso
il Lusia, dove tra la calma più totale (veramente poca gente) ci siamo fatti
una bella serie di piste con una giornata veramente stupenda.
Pranzo al rifugio del Passo Lusia (sempre una garanzia) e poi si prosegue fino
a che le gambe tengono: se solo non cercassi di seguire ogni cosa che si muove
più velocemente di me forse non mi distruggerei così (sempre entro certi
limiti, ovvio, ci tengo alla pelle)!
Il 23 Lupo Bianco, sempre una bella giornata ma un freddo boia, incrementato da
un bel venticello, sulla seggiovia ci si copriva la faccia con le mani per
evitare di essere trafitti da certi spifferi veramente fetenti: a un certo punto
ho indossato il cappuccio della giacca sotto il casco.
Da li ci siamo diretti in Val Gardena, e poi sul Dantercepies (e qui la Sara
incomincia a risentire qualche acciacco: benvenuta tra gli umani, comunque non
ci molla 8-)))
Comunque devo ricordarmi che i cartelli di pericolo servono per dire di stare
lontani, e non come paletti: infatti dopo il cartello c'era un lastrone malefico
di quel bel colore acquamarina, non bene!
Il giorno dopo rimango solo (e' pur sempre la vigilia di Natale, sono pochi i
malati che rimangono su da soli).
A questo punto opto per ritornare in Val Gardena, a anche il freddo sembra meno
intenso (beh, -14 all'arrivo della Saslong alle 11 non sono pochi) forse
perché non c'e vento.
Dopo essere arrivati a Santa Cristina (che scoperta!, se sono arrivato alla
fine della Saslong..) e aver fatto una telefonata coltellata a Catty, sono
ritornato verso Plan de Gralba giusto in tempo per presentarmi a pranzo al
Rifugio Comici (Fish, Fish, here i come), anche se dopo il rendimento non e'
stato il massimo.
E per cenone una fagiolata super da rischio totale (pericolo di esplosioni per
emissione di gas e contaminazioni biologiche)
Per il 25, programmata una partenza all'alba per andare a Cortina, se non fosse
che , al momento della sveglia la voglia non fosse il massimo, per fortuna mi
sono scordato di mettere la macchina in garage, e con 15 gradi sotto zero col ...
che e' partita.
A questo punto ho ringraziato il fato e sono tornato a dormire, alla fine sono
andato al Buffaure (verso mezzogiorno...) quindi mi sono spostato verso la
Aloch, e me la sono fatta 4 volte di fila, ogni volta più forte, fino a che le
gambe sono entrate in sciopero.
Il 26 sono ritornati Rossano e Sara e C., e siamo andati a Canazei, (dove
Rossano ha dato inizio a un commercio di formaggio con un gestore di rifugio) ,
e Selva (grande la prenotazione di Gasparini al Comici) , il tutto sotto una
leggera nevicata (5 cm. scarsi 8-((() e non dappertutto (a Soraga niente) .
Il 27 giornata di fiacca al Buffaure, con Massimo colto da una crisi causa piedi
gelati (con conseguente apertura degli scarponi e contaminazione biologica del
rifugio) , caratterizzata da pesante sosta al rifugio con rovinosa grappa
finale, e Sara che manifesta i primi cedimenti strutturali.
Grande accoglienza é stata poi fatta allo strudel offerto dalla padrona di casa.
Il 28 ci siamo diretti ancora verso il il Dantercepies, ma ormai i segni del
cedimento incombevano su di me, con anche Sara (con la scusante degli scarponi,
cosa che solo chi ha sofferto certe cose può capire...) a mezzo servizio,
manifestati in pieno con un rovinoso (per il morale) rientro da Plan de Gralba:
in quel momento se Freddy Kruger mi avesse prestato l'attrezzo i miei sci
facevano una brutta fine (con qualcosa mi dovevo pur sfogare, le gambe possono
ancora servire...)
Il giorno dopo deciso di rientrate, ma una volta visto la coda pazzesca verso
Moena (che cominciava ben prima di Soraga) ho lasciato sfogare la massa prima
di mettermi in viaggio: lo Zio ci aspetta il 31, non prima!