Stelvio 23/24 Giugno 2001
Sembra impossibile organizzare un weekend normale: Pera, Cavaz, Italo e Marco
decidono di partire il venerdì mattina, e come al solito lo vengo a sapere
all'ultimo momento (e non é che posso prendermi un giorno di ferie senza
preavviso...) bah!
Parto il venerdì pomeriggio appena finito di lavorare (anzi, mi sono riuscito a
liberare verso le 3, per fortuna ogni tanto gli appuntamenti saltano..) , e
passo da Parma per andare a prendere Merisande (un' amica di Marco) , tanto mi
hanno comunicato che il passo dello Stelvio dalla parte di Merano é chiuso (
sono dovuti passare dalla Svizzera per un passo sconosciuto...) , quindi si
deve passare da Bormio.
All'arrivo scopro che mi hanno trovato una camera in un' altro albergo, e che
hanno posto solo per una notte, quindi l'indomani c'e da arrangiarsi (per
fortuna Italo, che non scia, si é preso la briga di trovarmi un posto, grazie
Italo!).
E alla mattina un sacco di fila agli impianti (pessimismo e fastidio).
Meno male che per la parte puramente sciistica e' andato tutto alla grande:
giornate stupende, tanta neve (la pista del Cristallo era chiusa perché
l'impianto di risalita non era agibile causa troppa neve!), d'altronde erano
decenni che in un inverno veniva così tanta neve: pare che all'apertura degli
alberghi del passo (a Giugno) gli albergatori abbiano trovato 3 piani coperti
dalla neve e hanno scavato una galleria per entrare.
Ma quello che e' incredibile é come la neve si mantenga sciabile anche al
pomeriggio anche con delle giornate assolate come quelle che abbiamo incontrato.
E come la mettiamo con gli sci nuovi? (Volkl P40 anno 2000 con attacchi Marker
R9.2 !).
Da Dio, da Dio, stabili come rocce in velocità ma comunque maneggevoli (meglio
del previsto), e anche sulla neve molle nessun problema!
Per il rientro qualche piccolo problema di freni (ma quanto fischiano quando
sono caldi? e a scendere dallo Stelvio si scaldano, accidenti se si scaldano) ,
e visto che passiamo di lì ci fermiamo a Foresta.
Foresta e' un paesino interessante, anche per via di una certa fabbrichetta (
NB: noi lo chiamiamo Foresta , i locali Forst, non so se mi spiego) e annesso
alla fabbrichetta c'e un locale dove consumare piacevolmente il prodotto locale
(ottima la Sixtus fresca di fabbrica ,peccato non aver potuto comprare un fusto
da portare a casa (il crucco diceva di averli finiti, secondo me gli rompeva
andarli a prendere...)) accompagnata dai loro tipici piatti dietetici.
Comunque che dramma tornare in pianura dopo due giorni in montagna e trovare più
di 30 gradi 8-(((