
Stubaier Gletcher - 18/19 Novembre 2000
Uscita organizzata dallo Sci Club Guastalla: la sezione locale si presenta
all'appello con la seguente formazione:Io, Necco e Rossano.
Come al solito si organizza il tutto scientificamente: dopo aver prenotato da
mesi ci si trova da Mauro (per caso) e dopo una riunione di 2 minuti (il tempo
di ordinare una birra) si rimanda tutto con un "Ci si sente Venerdì" (NB: il
giorno della partenza).
Dopo il solito tourbillon di telefonate, si parte alle 19, ma come al solito
tutto procede con una puntualità irritante.
Un esempio? bene, dopo alcune ore di viaggio sorpassiamo un pulmino bianco che
mi ricorda quello dello Sci Club e dico: "Dove saranno quelli dello Sci Club?".
Rossano chiama, e scopre che sono fermi in un'area di servizio,e dopo 2 minuti
siamo al loro fianco a fare due chiacchiere!
Intanto il tempo non procede per niente bene: a Ora 8 Gradi di temperatura 8-((.
In compenso sul Brennero nevica che Dio la manda, e io me la prendo "dolce" come
al solito (e perdo gli altri).
Usciamo dall'autostrada , e lungo la strada cominciamo a chiederci come arrivare
all'albergo.
Mentre stiamo guardando come fare (ma sempre prendendocela "molto dolce") ci si
presenta davanti un chiosco dotato di pannello con segnati tutti gli alberghi
con tanto di indirizzo, numero di telefono, disponibilità di camere e cartina
per raggiungerli: quindi arriviamo in albergo in 5 minuti, il tutto sempre
grazie alla nostra organizzazione scientifica.
La mattina dopo in compenso continua a nevicare (la nostra organizzazione
scientifica non arriva al controllo meteorologico 8-))) e si mette male per la
sciata.
Ci si prova lo stesso, ma solo per atto di presenza: infatti arriviamo alla
biglietteria e ci sono solo 4 impianti aperti e un sacco di colonna causata dai
mezzi che si fermano a montare le catene.
Quindi niente da fare, ma il bello e' che sono quelli degli impianti ad
avvertirci, e ci rimborsano pure lo skipass prenotato dall'Italia 8-)).
Si ripiega verso l'albergo e si decide di andare a fare una vasca ad Innsbruck.
La sezione locale segue il resto della truppa ma la tensione fa il solito
scherzo: li perdiamo, "tanto li ritroviamo più avanti!".
A forza di prendercela dolce ci verrà il diabete 8-)).
Comunque arriviamo ad Innsbruck, facciamo un giro di osservazione in macchina,
parcheggiamo in un parcheggio al coperto, usciamo, facciamo un giro di
osservazione a piedi, li diamo per dispersi, torniamo al parcheggio perché avevo
visto un bancomat, faccio un prelievo, mi volto, e vedo gli altri fermi ad un
semaforo (che sono appena arrivati, eh, con la nostra organizzazione superiore
questo ed altro).
Facciamo due passi di corsa per fermarli, gli parliamo, ma dopo 15 minuti che
siamo ad aspettare non sono ancora arrivati, e li diamo per persi di nuovo.
A questo punto facciamo due ore di vasca, ci facciamo una pizza e facciamo per
tornare indietro.
Rossano nota un bel ristorante e dice "ma che bel posticino!", ci avviciniamo e
vediamo dalla finestra quelli dello Sci Club a tavola!
Il tempo di arrivare dentro e sedersi che cominciano ad ordinare il dolce: certi
pezzi di Sachertorte da paura!
NB: se il Mello scopre dove ho parcheggiato e che non sono entrato mi da' il
cartellino giallo.
Il giorno dopo giornata stupenda, con un sole fantastico. Infatti io e Necco
riusciamo a lasciare gli occhiali da sole in macchina, il massimo su un
ghiacciaio 8-((.
Il vero problema e' che sono venuti 40 cm. di neve fresca, c'e una marea di
gente (si scia allineati e coperti con una persona a un metro di distanza in
ogni direzione) e dopo 10 minuti ci sono delle cunette da 30 cm.
In effetti dopo due piste sono stravolto: a un certo momento mi fermo perché
sono sul punto di vomitare anche l'anima (chi mi ha visto giura che sono
diventato color ghiacciaio). Tutta colpa del mio superallenamento, l'ho sempre
detto che esagerare con la preparazione non fa bene).
In compenso c'e chi si può permettere cose che noi umani.... stavo percorrendo
una stradina che tagliava il pendio (2 metri di neve a destra e un pendio in
piena neve fresca con un 400 % di pendenza a sinistra) quando un crucco fa segno
di fermarsi (e nel farlo quasi provoco un tamponamento a catena).
Dopo un momento capisco il perché: tre ragazzi si lanciano dal costone, saltano
la stradina e si lanciano a mille all'ora giù dal pendio!
Quando si arriva in fondo alla quarta pista, io e il Necco ci guardiamo negli
occhi e ci fiondiamo al ristorante.
E guarda caso al ristorante troviamo quelli dello Sci Club che stanno finendo
una pizza. Il Necco parlotta con loro e ne ordina una (e una birra, come mai
una birra? Mah!), a questo punto ne ordino una pure io.
Mentre stiamo aspettando (siamo a bancone proprio di fronte al pizzaiolo), ci
passa di fronte una pizza Ananas e Prosciutto, e il Necco dice "Ma chi può
prendere una pizza simile?". Io rispondo "Perché? , e' come quella che ho preso
io!", e lui mi fa una faccia schifata che potrebbe entrare nella storia del
cinema, e risponde "Pure ai tedeschi una pizza simile farebbe schifo".
NB: faceva schifo, ma anche la sua Margherita non era da meno: d'altronde
prendere una pizza in un rifugio austriaco a 2800 metri e' da masochisti, il
bello e' che si era pure informato! (vatti a fidare).
Si riparte ma le gambe proprio non vanno, e a quel punto chi ci passa davanti
come un missile come se le cunette non esistessero: Rossano, chi altri, con un
sorriso a 32 denti, manco che fosse in paradiso. D'altronde lo conosciamo, non
e' obiettivo, e' la voglia che lo chiava!
A questo punto fine della benzina, fine della sciata e tutti a casa.