Correva l'anno 1984: Io e Rocco accarezzavamo da tempo l'idea di comprare un
computer: il problema (come al solito) era il budget.
Dopo varie ricerche (il tempo non ci mancava...), la scelta si era ridotta a 3
modelli:
Texas Instruments 99/4A, Commodore C64 o Sinclair ZX Spectrum.
Il TI 99/4A era caro arrabbiato, le espansioni erano care come il chinino ma la
Texas Instruments godeva della fama guadagnata con le sue famose calcolatrici
programmabili (anche se io l' RPN non l'ho mai mandato giù ...), ma il
budget...
Meno male perché più avanti ci siamo resi conto che era un vero aborto.
Il Commodore C64 era già una macchina della madonna, ma anche quello era fuori
budget, e alla fine ci siamo buttati sullo Spectrum, e già il modello con 48KB
di Ram era in vendita a una cifra "Fastidiosa".
In realtà lui si é buttato, io invece ho dovuto trovarlo usato: con una botta di
.... ho trovato tal Spinella Alessandro, cugino di Claudio Pioli, che avendo
prenotato un QL ha messo in vendita il suo Spectrum 48KB.
Grosso errore da parte sua: non ricordava che il Sig. Sinclair aveva già in
passato messo in vendita altri modelli ben prima che fossero realmente
disponibili: se non ricordo male i primi QL sono stati consegnati dopo un anno e
mezzo dall' ordine (con relativo anticipo).
Memoria di massa: registratore a cassetta, come video un vecchio TV portatile
in bianco e nero, però con una scatola da elettricista opportunamente modificata
avevo fatto un cabinet che sembrava vero: il computer sporgeva a mo' di tastiera,
all'interno della scatola era fissato il trasformatore, che periodicamente
andava tarato tagliando opportunamente una resistenza (ex resistenza da
asciugacapelli) per aggiustare la tensione di uscita, e alcune pile
ricaricabili che avevo trasformato in batteria tampone.
Incastrato sulla scatola grazie a un lavoro di intaglio meticoloso stava
appoggiato il televisore.
Ma il pezzo forte era decisamente la tastiera: realizzata con i tasti in gomma,
era tale la sua precisione che la pressione di ogni tasto era lasciata alla
buona sorte.
Poi, ogni tanto smetteva di funzionare perché le piste sul connettore flat che
la collegava alla scheda madre si interrompevano in corrispondenza della piega
vicino al connettore, che quindi andava tagliato e reinserito.
Verso la fine, a forza di tagliare, reinserirlo era diventata un' impresa che
richiedeva un capolavoro di ingegno e di pazienza (o almeno per me, con le mie
manine delicate 8-)))).
Se penso che usando quell'accidente di tastiera ho battuto una traduzione del
manuale dell'assembler 6502 per Apple II e ho fatto il programma per la tesi
dell'esame di maturità mi si drizzano i capelli in testa.
Alla fine, dopo qualche anno di pensionamento, é stato ceduto a mio fratello
per affidarlo nelle mani del di lui figlio, che se non ben ricordo non l'ha
nemmeno toccato, preferendo a questo un Amiga 500 "standard": questi
pelandroni...